Gli e-commerce cambieranno il concetto di consumo?

In principio furono Amazon, E-bay, pionieri di un modello rivoluzionario di gestire il rapporto tra venditore e acquirente. In una società in cui la gente si approcciava al web con la stessa diffidenza con cui i primi uomini della pietra si avvicinava al fuoco, spaventati e incuriositi da un affascinante mistero qual era il mercato virtuale. Nell’arco di un ventennio, la crescita del commercio elettronico è andata di pari passo con quella dell’utente, ieri scettico e refrattario al cambiamento, oggi sempre più a proprio agio con una tecnologia che è parte integrante e imprescindibile della nostra quotidianità.

Cambia il mondo e noi con lui

Oggi la storia racconta tutt’altro: se, in principio, sono stati gli innovatori del settore a lavorare per scalfire il velo di diffidenza da parte degli utenti, ora sono questi ultimi a richiedere a gran voce sempre più servizi fruibili tramite piattaforme elettroniche. La mancanza di tempo, l’abbattimento delle barriere commerciali, il desiderio di scegliere tra un ventaglio di alternative il più ampio e concorrenziale possibile hanno già portato a una trasformazione del commercio. La gente ha fiducia nel progresso e nella tecnocrazia commerciale, è più smaliziata e digitalizzata.

Semplicità nei pagamenti e alternative infinite

Così, oggi non vi è merce che non possa essere selezionata, pagata e recapitata tramite bit. L’e-commerce ha saputo estendersi all’industria dell’editoria, a quella dei trasporti, del cibo; è possibile prenotare torte a domicilio, personalizzare l’arredamento di casa, prenotare un passaggio senza dover scomodare il servizio di taxi. Il consumatore ha già trasformato le proprie strutture mentali di pari passo alle nuove piattaforme, in una dinamica di reciproca influenza: l’utente cambia in relazione alle strutture tecnologiche che lo assistono, queste ultime analizzano il comportamento della gente e si modellano in relazione ad esse.

Siamo nel cuore di un cambiamento che oggi produce lo sforzo massimo, grazie anche a una rivoluzione del sistema dei pagamenti elettronici: la sicurezza resta una questione prioritaria, ma che viene gestita in maniera sempre più performante. Non solo maggior semplicità ma anche nuovi principi, che vanno verso la trasparenza, l’istantanietà e la tutela dei dati, in un processo che appare ancora lontano dall’esprimere al massimo il proprio gigantesco potenziale.

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