Come scegliere l’olio di oliva perfetto: cosa guardare

Scegliere l’olio extravergine di oliva può rivelarsi davvero complicato, soprattutto se si desidera acquistare un prodotto di altissima qualità. Questo perché il commercio offre davvero tante tipologie di olio, per tutti i gusti e le fasce di prezzo, per cui è davvero difficile riuscire a capire qual è quello migliore per noi.
Tuttavia, non si tratta certamente di una cosa impossibile. Ecco qui di seguito alcuni consigli molto pratici per scegliere al meglio l’olio di oliva perfetto per le vostre esigenze.

1. Controllate il prezzo

Può sembrare una cosa alquanto strana, ma una delle prime cose da fare quando si compra l’olio di oliva è controllare il suo prezzo. Questo perché è un fattore importante che può suggerire quanto quel prodotto è realmente valido o no. Di solito, un buon olio di oliva ha un costo superiore rispetto a tanti altri per via della sua produzione onerosa e duratura. Per cui, se vi trovate davanti un olio decisamente economico e dal prezzo quasi stracciato, forse sarebbe meglio evitare di acquistarlo e ripiegare con altri prodotti altrove.

2. Guardate la data di produzione

Un ottimo olio di oliva deve essere consumato non oltre i 18 mesi dall’imbottigliamento. Se leggendo la data sull’etichetta, vi sembra che l’olio sia decisamente troppo vecchio, meglio abbandonare subito il suo acquisto. Vi potreste, infatti, trovare davanti un olio rancido e decisamente troppo vecchio sia per la sua consumazione a crudo che nella cottura dei piatti.

3. Attenzione al colore

L’olio non ha una colorazione sempre uguale alle altre poiché tutto dipende dal tipo di oliva spremuta ma anche dal filtraggio ( se è stato fatto o meno). In questo caso ovviamente tutto dipende dal produttore. Tuttavia, ciò che vi consigliamo è di evitare oli dai colori troppo scuri e tendenti al marrone o al rame in quanto potrebbero non essere così buoni. Meglio preferire quelli più gialli o dai colori più torbidi. In questo caso, fatevi consigliare da chi si occupa di vendita olio extravergine di oliva per riuscire a trovare quello giusto per voi.

Olio d’oliva, crollano le produzioni in Italia: -37%

Secondo le ultime rilevazioni effettuate da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, la produzione di olio d’oliva in Italia in riferimento all’anno 2016 sarebbe pari a 298 milioni di kg, segnando un calo record del 37% rispetto agli standard del 2015, con un crollo delle esportazioni pari al 15% e picchi del 15,8% nel periodo gennaio – agosto. Ciò nonostante, il Belpaese si è confermato la seconda potenza della specialità, dietro alla Spagna – sempre più leader con una produzione pari a 1.400 milioni di kg e stabile rispetto al 2015 – ma davanti alla Grecia, che perde il 20% della produzione rispetto al 2015 e si ferma a 240 milioni di kg. Nel complesso, il mercato globale dell’olio ha prodotto il 9% in meno.

Salgono i prezzi del Made in Italy

Ovvia conseguenza del crollo della produttività è un significativo aumento dei prezzi di mercato che, in un Paese come il nostro (terzo per consumi pro capite di olio dopo Spagna e Grecia) assume una rilevanza specifica. L’olio pugliese extravergine, presso la borsa merci di Bari (la più significativa d’Italia) ha raggiunto una quotazione di mercato pari a 5,7 euro al kg, contro i 3,8 euro fatti registrare a settembre scorso. Condizioni simili anche per gli oli del resto del paese e impennate record in Sicilia dove, nel trapanese, gli aumenti hanno raggiunto il +70% su base annua.

Le condizioni del mercato interno

La Puglia, con 242.169 tonnellate di olio prodotto, si conferma leader del Paese, nonostante un calo del 41%. Non va meglio alla seconda e alla terza forza di casa nostra, rispettivamente Calabria, che segna un -53%, e Sicilia, al -49%; male anche la Campania (-50%), che riflette il trend generale del Mezzogiorno.

Perdite più contenute ma ugualmente rilevanti al Centro, con una flessione della produzione del 40% ma bene al Nord dove, nonostante condizioni climatiche avverse, non si registrano perdite sostanziali e con il caso del Veneto, in controtendenza, capace di far segnare un incremento della produttività del 30%.