La delicata situazione del settore nautico italiano

Grave e preoccupante la situazione che oramai da anni sta attraversando il settore nautico in Italia.

Le avvisaglie della forte crisi che avrebbe investito in pieno tutto il settore nautico italiano, erano già nell’aria da qualche anno: infatti, bastava guardare come il fatturato annuo dei maggiori costruttori d’imbarcazioni, sia da diporto sia di lusso, subisse un netto e costante calo. Lo evidenza anche Cesare Pambianchi, il Presidente di Assonautica Romana.

La situazione critica che investe tutti i costruttori indistintamente, nel passato anno duemila dodici ha avuto il picco negativo maggiore, infatti, volendo esaminare gli ultimi cinque anni, in pratica dal duemila otto sino al duemila tredici, si può purtroppo costatare e affermare che il calo nelle vendite interne è precipitato rovinosamente in basso di circa del sessanta/sessanta cinque % rispetto al duemila otto.

Questa crisi nelle vendite che sta affliggendo il mercato interno, in verità non era stata presa seriamente in considerazione da nessun imprenditore.

Il motivo di questa “leggerezza”, infatti, si può imputare al fatto che il settore nautico italiano ha sempre vissuto “stagioni” altalenanti, nel senso che si alternavano anni in cui la domanda era forse al di sopra di ogni aspettativa, per poi diminuire radicalmente l’anno successivo, il tutto calcolato e pianificato di vari imprenditori del settore.

Probabilmente però, nessuno degli imprenditori anche quello più lungimirante, avrebbe potuto prevedere il ciclone che si sarebbe abbattuto sul mercato delle vendite italiano, che se vogliamo dirla in gergo marinaro, ricorda un film di qualche anno addietro, per l’esattezza del duemila, “La tempesta perfetta”.

Questa “tempesta”, infatti, ha fatto si che molte aziende giovani, da poco affacciatesi sul mercato nautico, forse ancora impreparate ad affrontare gli alti e bassi del settore, sono state costrette o a chiudere, o a essere assorbite da aziende più grandi italiane o addirittura da imprenditori stranieri.

All’ultimo “Salone della nautica di Genova”, dove si “ritrovano” i più importanti costruttori d’imbarcazioni sia da diporto sia di lusso, vero banco di prova del mercato italiano, si è avuta l’impressione che la ripresa sia ancora lontana, infatti, si è registrato un calo consistente sia da parte dei visitatori sia dei probabili acquirenti. Queste problematiche verranno affrontate anche durante il Big Blu 2014, l’ottava edizione della manifestazione di riferimento per la piccola e media nautica in Italia, alla quale parteciperà, ovviamente, anche lo stesso Cesare Pambianchi.

Questa perdita d’interesse da parte del mercato italiano, secondo gli esperti nel settore, è stata motivata, nonché confermata ampiamente da vari imprenditori, con l’introduzione da parte del precedente “Governo Monti”, del famoso “Redditometro”, infatti, con l’avvento di questo strumento, che in teoria doveva contrastare l’evasione fiscale, molti clienti di conseguenza, oltre a “occultare” ancora di più i loro beni, quindi non comprano, e cercano di esporsi quanto meno sia possibile, per timore che l’Agenzia delle entrate, possa chiedere sia il motivo dell’acquisto sia la provenienza di quel capitale.

La cosa che sconvolge, sempre secondo gli imprenditori, è che quegli sparuti clienti che hanno intenzione di sostituire la propria imbarcazione, chiedono addirittura di non fatturarla.

In conclusione, se entro pochi mesi da parte dell’attuale governo, non vi saranno nuovi incentivi, molti grandi costruttori d’imbarcazioni di lusso, saranno costretti a spostare il loro interesse sui mercati stranieri e arabi, trascurando quello italiano, al fine di contrastare l’invasione d’imbarcazioni provenienti da cantieri Croati, i quali, favoriti dalla bassa Iva (ridotta al 5%), stanno sempre più imponendosi sul mercato europeo.

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