Banco Metalli: quotazione e prezzo dell’oro

L’oro

L’oro è tra i metalli più preziosi che possano esistere. E’ conosciuto ed apprezzato dall’uomo fin dall’epoca preistorica. Di oro, infatti, si parla in alcuni geroglifici egizi e svariate volte esso è citato nella Bibbia, specialmente nell’Antico Testamento. L’oro è simbolo di regalità per eccellenza per tutti i cristiani, essendo uno dei doni portati a Gesù Bambino dai Re Magi (insieme alla mirra ed all’incenso).

A seconda dei metalli con cui si lega (cosa che avviene specialmente nel settore della gioielleria) l’oro può assumere diverse colorazioni, anche se quella più caratteristica rimane sempre il giallo.

Valore commerciale dell’oro

Proprio come avviene per svariate altre tipologie di metalli preziosi, anche l’oro viene quotato al grammo. In alternativa si utilizza l’oncia troy. L’unità di misura è il carato (simboleggiato con la lettera “k”), che ne indica la purezza.

L’oro più puro è quello da 24k. L’oro da gioielleria che, alla fine, è quello che si vede più comunemente, non è mai puro ma è, al massimo, da 18k. Questo perché altrimenti sarebbe praticamente impossibile lavorarlo. Il valore commerciale dell’oggetto in oro viene quindi stabilito tenendo in considerazione anche il metallo con cui è legato, ed il relativo valore.

Se questo è più prezioso il valore commerciale sarà maggiore di quello di un oggetto con più purezza in oro ma legato con un metallo più scadente (spesso avviene con gli oggetti in cui l’oro è legato con il rame).

 

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Il prezzo dell’oro

Il prezzo dell’oro è alla base delle maggiori contrattazioni sui mercati finanziari. Dal 1919 al 2014 il prezzo veniva stabilito dalla Borsa di Londra con il cosiddetto “fixing”, ovvero il prezzo di riferimento.

Tale operazione veniva effettuata due volte al giorno, una al mattino (ore 10:30) ed una al pomeriggio (ore 15). Fino a settembre 2014, questo compito spettava ai 5 maggiori mercati finanziari del mondo, ovvero Barclays Bank, Bank of Nova Scotia, Deutsche Bank, HSBC e Societe Generale. Dopo questa data, il fixing dell’oro, e quindi, come detto, il prezzo di riferimento di questo metallo prezioso, spetta ad un altro “ente”, ovvero l’Iba, l’Ice Benchmark Administration.

Data l’enorme importanza del prezzo dell’oro sull’intera economia mondiale, da sempre i governi hanno puntato quasi esclusivamente la loro attenzione sul controllo del prezzo dell’oro. Tale situazione, sostenibile magari all’inizio, presto divenne insostenibile. Dalla fine del 1700 ai primi anni Trenta del ventesimo secolo, infatti, il prezzo dell’oro era fissato a 20,67 dollari/oncia.

Dagli inizi degli anni Settanta, dopo un periodo di transizione, il prezzo dell’oro varia in base a diversi parametri, agli eventi rilevanti sul piano economico che avvengono a livello internazionale, ai principali avvenimenti che scuotono le Borse mondali. E così si assiste a diverse oscillazioni del prezzo dell’oro, a volte anche davvero importanti. Fino a questo momento, il prezzo più alto mai raggiunto si è avuto nell’estate 2011, con una quotazione di 1900 dollari/oncia (ovvero circa 60 dollari al grammo). La quotazione più bassa, invece, è stata fissata nel 1999, quando l’oro costava 252,90 dollari/oncia (quindi 8,13 dollari al grammo).
Le quotazioni attuali sono consultabili su diversi portali internet. Tra i più accreditato risulta essere  www.bancometallifirst.it.

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