Cosa vedere in vacanza in Grecia: consigli utili

Avete deciso di fare una vacanza in barca a vela Grecia e oltre che stare in mare vi piacerebbe anche visitare qualche posto tipicamente greco? Senza dubbio si tratta di un’ottima idea! La Grecia è davvero molto ricca di attrazioni turistiche, perfette sia per vacanze con amici al seguito che per tranquilli giorni di ferie con la propria famiglia.

Ebbene, se volete divertirvi in Grecia senza però rinunciare ad apprendere qualcosa di nuovo, ecco alcune cose rigorosamente da non perdere se vi recate in questo bellissimi Paese.

1. Atene

Iniziamo con Atene, la vera Capitale della Grecia, e non solo per numero di abitanti ma anche per la bellezza delle sue attrazioni. Popolata da oltre 3000 anni, Atene viene considerata la culla della civiltà occidentale, un posto veramente ricco di fascino e storia. I monumenti più famosi e rigorosamente da visitare sono l’Acropoli, il Teatro di Dioniso e il Partenone ma anche un semplice giro per la città non fa di certo male. Atene, di fatti, si contraddistingue per il suo mix di modernità e classicità che la rende davvero unica.

2. Sito Archeologico di Olimpia

Il sito archeologico di Olimpia si trova a circa 4 km da Atene ed è davvero celebre in tutta la Grecia. Situata nel Peloponneso, Olimpia fu una città di culto per Zeus, dal X secolo a. C. Si tratta di un posto estremamente religioso, e non a caso è stato davvero preservato fino ad oggi. Tra rovine e strutture architettoniche, la città di Olimpia è davvero un luogo di interesse per chi sogna saperne di più sulla storia della Grecia e in particolare sulle sue bellezze architettoniche.

3. Sito Archeologico di Delfi

Passiamo ora a Delfi, un luogo davvero fantastico e quasi magico per via della sua posizione: totalmente al centro delle Grecia più antica. Delfi fu un vero e proprio culto di Apollo e ancora adesso vi è situata sulla sua altura un tempio eretto per gli oracoli ed anche un teatro. Non a caso, Delfi è attualmente anche istituita come Patrimoniodell’UNESCO.

Ferro da stiro Stirabella Kooper 2000 con caldaia

La piastra antiaderente di alluminio scivola sui i miei vestiti, ed oggi stiro senza fatica, anche ad arrivare nello stirare i punti più difficoltosi grazie alla punta affusolata, del ferro da stiro con caldaia Stirabella Kooper 2000.
Il influsso del vapore leva tutte le pieghe, anche le più difficili.

Il ferro da stiro Stirabella Kooper 2000 con caldaia ottimo per seta e lino

Prima i tessuti particolari come il lino e la seta li portavo in lavanderia. Poiché non venivano mai bene, passavo la piastra di un ferro normale più volte su queste stoffe…ma senza nessun risultato, …oggi invece, una passata e via. Ogni qualità di fibra è stirata in modo eccellente con il ferro da stiro con caldaia Stirabella Kooper 2000.

Ho conosciuto il ferro con caldaia sul sito esconti.it, dove ho già acquistato vari prodotti e devo dire la verità oltre alla varietà di articoli che vendono sul sito, anche il servizio di pagamento e di consegna dei prodotti è ottimo.

Ferro da stiro Stirabella Kooper 2000 con caldaia

Lo spazioso serbatoio di 800 ml assicura durevoli fasi di stiratura.
I tuoi indumenti, dopo ogni stiratura, si mostreranno come nuovi preparati ad essere indossati.

La piastra del ferro da stiro Stirabella Kooper 2000 con caldaia è in acciaio ed con il disco del controllo temperatura potrete regolare la forza del calore in base ai vari tipi di tessuto, logicamente anche il ferro da stiro che ho comprato su esconti.it ha la funzione spray, nel momento di stiratura, che potete adoperare quando necessità il vostro indumento, in questo modo avrete qualsiasi stoffa morbida e risparmiate corrente elettrica.



Particolarità del ferro da stiro Stirabella Kooper 2000 con caldaia


– Piastra antiaderente in alluminio
– Manico in sughero
– Disco controllo della grado di calore del ferro
– Pulsante del vapore
– Stiratura a vapore e a secco
– Attività vapore verticale
– Tasto avvio caldaia con led luminoso
– Tasto avvio ferro con segnalatore luminoso
– Regolazione temperatura caldaia
– Tappo caldaia con valvola di sicurezza
– Supporto ferro con gommini antiscivolo
– Nella confezione vi è il misurino e imbuto
– Voltaggio: 220-240 V
– Potenza: 50 Hz
– Capacità serbatoio: 800 ml
– Pressione: 2-5/3 bar
– Lunghezza vaco: 2 metri
– Caldaia: l. 30 x p. 24 x h. 13,5 cm
– Ferro da stiro: l. 28 x p. 10,5 x h. 15 cm

Australia: La terra dei sogni

L’Australia rappresenta una delle mete più ambite ed agognate per tutti i viaggiatori. Ricca di biodiversità, luoghi incontaminati e spiagge paradisiache, questa località è da sempre oggetto di studi e di interesse grazie alla sua straordinaria bellezza.

Se anche voi state progettando di visitare questa terra ricca di sorprese, ecco qualche indicazione proveniente dal portale Australia-Eta su come ottenere tutta la documentazione necessaria per poter visitare il paese e qualche altra piccola curiosità sulla destinazione più in voga degli ultimi anni:

OTTENERE IL PASSAPORTO GRAZIE AD AUSTRALIA-ETA.COM

L’Australia è uno Stato Federale appartenente alla confederazione del Commonwealth e, di conseguenza, occorre un visto specifico anche solo per accedere da turista.

La popolazione e l’organizzazione stessa è molto rigida sui criteri d’accesso per i non abitanti e prevede alcune particolari accortezze nel caso in cui voleste visitare il paese.

Per i cittadini europei è possibile ottenere un visto di tipo eVisitor, grazie al quale è possibile accedere come turista o per fini economici.

La durata della sua validità è di un anno e consente a chiunque lo ottenga di accedere al paese per tutta la durata della sua validità.

Tuttavia è necessario prestare molta attenzione alle condizioni e alle possibilità che questa tipologia di documento offre: infatti, benché la sua validità sia di un anno non è assolutamente concesso risiedere sul suolo australiano per più grave; di tre mesi, lavorare o richiedere l’accesso a corsi di studio aventi una durata superiore a 3 mesi.

Vi ricordiamo che è estremamente importante il rispetto delle norme e delle leggi vigenti, pertanto vi invitiamo ad informarvi ulteriormente presso il portale Australia-Eta all’interno del quale potrete trovare tutte le informazioni necessarie.

SPIAGGE, MUSEI E NON SOLO

La bellezza dell’Australia non risiede unicamente nelle sue bellezze naturali, fonte di invidia per tutti i paesi. Infatti, oltre ad una ricca e prosperosa vegetazione vi sarà possibile visitare opere di straordinaria bellezza come il Sito Storico di Port Arthur, famoso in tutto il mondo per la sua macabra ma eccitante bellezza oppure l’Historic Village Herberton, anch’esso ricco di manufatti e preziose opere prodotte dalla popolazione e finalmente visibili a tutti i turisti. Ma non solo.

Per gli amanti dell’arte e delle fondazioni museali non mancano le mete disponibili, a partire dal National Gallery of Australia sino ad arrivare al National Portrait Gallery. Le bellezze dell’Australia sconfinano notevolmente da tutto ciò che siamo abituati ad immaginare, riuscendo a soddisfare anche le fantasie dei viaggiatori più esigenti. Proprio per questo vi invitiamo a scoprire di più sulla vita e l’anima australiana sul sito www.australia-eta.com, all’interno del quale troverete informazioni, direttive e consigli preziosi inerenti a tutto ciò che occorre per entrare nel paese. Qualunque siano le vostre preferenze, L’Australia è pronta per farvi sognare ed ampliare i vostri orizzonti.

La storia di come la calce salvò Ostuni dalla peste

Ostuni è nota a tutti come la Città Bianca. La ragione è dovuta al peculiare profilo degli edifici del suo centro storico, per la maggior parte ricoperti di vernice di calce. Gli ostunesi utilizzarono fin dall’antichità la calce, reperibile da sempre in grandi quantità nei giacimenti limitrofi, e la utilizzarono nell’edilizia urbana per creare un effetto rifrangente dei raggi del sole, in modo da conferire maggiore luminosità ai bui vicoli del centro storico. Ciò che non era immaginabile è che quella abitudine avrebbe salvato l’esistenza di una città intera.

Il contesto storico

Nel ‘500, la città di Ostuni era sotto la dominazione aragonese. I sovrani iberici furono gli artefici dell’età dell’oro della città, crearono fortificazioni militari e il borgo raggiunse il record di 17.000 abitanti, una densità mai sfiorata fino a quel momento. Dopo due secoli di dominio aragonese, la città passò tra le mani degli Asburgo, la cui solidità economica era stata minata dalla estenuante Guerra dei Trent’Anni; Filippo IV decise allora di cedere il possesso della città a una famiglia di ricchi mercanti del posto, i Zevallos, che nel periodo aragonese avevano visto crescere in modo esponenziale il proprio patrimonio. Gli Asburgo, usciti ridimensionati dal trentennale conflitto, nel 1639 sancirono la successione della città. Gli Zevallos si comportarono come veri e propri regnanti e la città, mal governata, subì una recessione. Ma nulla a confronto di ciò che stava per accadere.

La peste

Da lì a poco, Ostuni fu colpita da un’epidemia di peste che sconvolse la città. Il contagio era potenzialmente distruttivo e fu solo la presenza della calce, depositata in abbondanza sulle pareti esterne degli edifici cittadini, a evitare l’estinzione del borgo. La calce, infatti, svolge una funzione disinfettante che, secondo gli storici, ebbe un ruolo decisivo per le sorti della città. Ancora oggi resta da stabilire se gli abitanti dell’epoca fossero a conoscenza delle proprietà mediche della calce o se, invece, fu il caso a sancire la salvezza della città bianca.

Ostuni oggi

Oggi la città è ancora in buona parte ricoperta di bianco. Hotel, residence e b&b a Ostuni si integrano armonicamente a palazzi antichi e chiese storiche, preservando la peculiare colorazione dei suoi edifici che, nonostante l’incedere del tempo, conserva la sua unica tinta bianca, che risplende da lontano, a 200 metri sopra il livello del mare e riflette intorno a sé i raggi del sole, illuminando il dedalo di stradine anguste che abbracciano il cuore cittadino.

Investire in SEO o in SEM? Vantaggi e svantaggi di entrambe

Investire in digital marketing è, oggi più che mai, una scelta saggia. Ma quando si parla di web marketing si fa riferimento a un oceano di possibilità infinite e occorre circoscrivere il campo d’azione. Social media, posizionamento organico, campagne pay per click sono tutti validi strumenti a disposizione di un business, ma occorre sempre rapportare ogni valutazione al budget che si ha a disposizione. Un dubbio che può assalire società pronte a investire nel web, dai contorni shakespeariani, è: meglio investire in una strategia SEO o in una campagna SEM?

Dipende da tanti fattori

Come quasi sempre nelle scelte della vita, non esiste una soluzione al quesito né una decisione da considerare giusta o sbagliata. Molto dipende dal tipo di business che si gestisce e, ancora di più, dai risultati finali, che possono essere svelati solo a giochi fatti. Ogni agenzia SEO conosce i vantaggi arrecati da un posizionamento organico ottenuto in modo analitico e ben pensato; ogni esperto SEM può dire le stesse cose sul proprio operato.

Campagne SEM: vantaggi e svantaggi

La SEM (Search Engine Marketing) ha tra i principali vantaggi quello della gestione del budget. Ogni attività può stabilire a priori il proprio margine di investimento, modificarlo giornalmente, targettizzare i propri annunci e affinare il metodo volta per volta. Si tratta di una strategia che permette di massimizzare in breve tempo l’investimento (se il lavoro è stato svolto bene) e concede grande flessibilità nella gestione.

D’altra parte, una campagna SEM non apporta alcun beneficio sul lungo periodo e i risultati cessano di giungere nel momento stesso in cui su decide di interrompere gli investimenti. La SEM deve essere alimentata costantemente da nuovi investimenti oppure sospesa.

Strategie SEO: vantaggi e svantaggi

La SEO consente di acquisire traffico qualificato in maniera naturale, intercettando gli utenti tramite il traffico organico. Una strategia SEO bene implementata e in grado di portare risultati richiede una mole di investimenti significativa ma genera ricadute positive misurabili sul lungo periodo e anche a lavori conclusi. La SEO si basa su una programmazione più ampia, genera un incremento degli affari più misurato ma costante e duraturo nel tempo.

La SEO è un ambito del tutto sui generis, non garantisce risultati e il ritorno dell’investimento può avvenire su un periodo di tempo ampio o, in caso di strategie sbagliate, non giungere affatto.

Olio d’oliva, crollano le produzioni in Italia: -37%

Secondo le ultime rilevazioni effettuate da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, la produzione di olio d’oliva in Italia in riferimento all’anno 2016 sarebbe pari a 298 milioni di kg, segnando un calo record del 37% rispetto agli standard del 2015, con un crollo delle esportazioni pari al 15% e picchi del 15,8% nel periodo gennaio – agosto. Ciò nonostante, il Belpaese si è confermato la seconda potenza della specialità, dietro alla Spagna – sempre più leader con una produzione pari a 1.400 milioni di kg e stabile rispetto al 2015 – ma davanti alla Grecia, che perde il 20% della produzione rispetto al 2015 e si ferma a 240 milioni di kg. Nel complesso, il mercato globale dell’olio ha prodotto il 9% in meno.

Salgono i prezzi del Made in Italy

Ovvia conseguenza del crollo della produttività è un significativo aumento dei prezzi di mercato che, in un Paese come il nostro (terzo per consumi pro capite di olio dopo Spagna e Grecia) assume una rilevanza specifica. L’olio pugliese extravergine, presso la borsa merci di Bari (la più significativa d’Italia) ha raggiunto una quotazione di mercato pari a 5,7 euro al kg, contro i 3,8 euro fatti registrare a settembre scorso. Condizioni simili anche per gli oli del resto del paese e impennate record in Sicilia dove, nel trapanese, gli aumenti hanno raggiunto il +70% su base annua.

Le condizioni del mercato interno

La Puglia, con 242.169 tonnellate di olio prodotto, si conferma leader del Paese, nonostante un calo del 41%. Non va meglio alla seconda e alla terza forza di casa nostra, rispettivamente Calabria, che segna un -53%, e Sicilia, al -49%; male anche la Campania (-50%), che riflette il trend generale del Mezzogiorno.

Perdite più contenute ma ugualmente rilevanti al Centro, con una flessione della produzione del 40% ma bene al Nord dove, nonostante condizioni climatiche avverse, non si registrano perdite sostanziali e con il caso del Veneto, in controtendenza, capace di far segnare un incremento della produttività del 30%.

Lecce e l’appartenenza: cosa significa essere salentino

Chiunque abbia trascorso almeno qualche giorno a Lecce, pernottato in un hotel o presso case vacanze nel Salento, non può non aver notato come, tra la gente del posto e il territorio, esista un legame profondissimo e che si celebra secondo dinamiche e con intensità differenti rispetto a qualsiasi altro luogo.

La regione Salento

Come sappiamo, il Salento è situato nella parte più meridionale della Puglia. Il tacco d’Italia, però, presenta diversi tratti peculiari che la distinguono culturalmente, storicamente e linguisticamente dal resto della regione. Anche per tale ragione, si parla spesso di regione Salento o di Repubblica Salentina. Si tratta di una suggestione popolare, che la cittadinanza condivide tra il serio e il faceto. Diversi sono gli elementi che spingono i salentini ad auto-definirsi come diversi dai pugliesi, o per lo meno dall’idea dei pugliesi nell’immaginario generale.

La provincia di Lecce ha un dialetto proprio, le cui derivazioni etimologiche sono diverse da quelle dei dialetti del nord della Puglia e più simile al ceppo calabro-siciliano. La cultura alimentare ha un proprio patrimonio che, al di là delle inevitabili sovrapposizioni, si configura in maniera propria, con ricette, tradizioni e abitudini che nulla condividono con il resto della regione.

Anche il retaggio storico-culturale differenzia la provincia di Lecce dal resto della Puglia. Il Tacco ha fondato pr secoli la propria sussistenza sulla vita dei campi, la pastorizia non ha mai preso piede e le specialità di carne, se si esclude quella di cavallo, sono pressoché inesistenti. Nel tarantino, nel brindisino e nel sud barese, invece, esiste una forte tradizione di macelleria, come testimoniano specialità come il capocollo e le bombette.

Il Salento possiede poi tutto un patrimonio proprio e non condiviso, non comprensibile da chi non appartiene alla comunità. La pizzica, musica popolare tipica e ormai nota in tutta Italia e non solo, è elemento di caratterizzazione così come tutte le sue commistioni con gli stornelli in vernacolo, il reggae, l’elettronica, la dub, la dubstep, il Drum’n’Bass.

Vacanze nel Salento: Lecce… dodici mesi l’anno

Il Salento è uno dei punti di riferimento del turismo estivo Made in Italy, località ambitissima per la bellezza delle sue spiagge, un clima meraviglioso e ottimo cibo. Lecce è il capoluogo della penisola più a est d’Italia, centro nevralgico e porta d’ingresso da cui accedere alle bellezze dei litorali ionico e adriatico. Lecce, però, è molto di più; è città d’arte, di cultura e di fervore, perla del barocco italiano e città da vivere appieno per dodici mesi l’anno.

Alla scoperta di Lecce

Negli ultimi anni, Lecce ha saputo svincolarsi da quel turismo prettamente stagionale che l’ha caratterizzata per diversi anni. Oggi, il flusso di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo è diventato costante, ospitando viaggiatori sedotti dalle attrattive che la città è in grado di offrire. Dagli ostelli agli hotel di lusso fino ai b&b con piscina Salento, oggi funzionano a pieno regime anche lontano dai mesi caldi e la città ha saputo sviluppare un’organizzazione in grado di rispondere alle esigenze dei turisti da gennaio a dicembre, sebbene la strada sia ancora lunga e parte delle potenzialità restano del tutto inespresse.

Il barocco salentino

Eccellenza assoluta del capoluogo salentino è certamente il barocco leccese, alimentato dal XVII secolo in pieno clima controriformistico e che a Lecce trovò terreno ideale per esprimersi al meglio: la pietra leccese, tipica roccia carsica reperibile sul posto, friabile e di facile lavorazione, fu scelta dai maestri del tempo per dare alla luce costruzioni e complessi meravigliosi, che trovano nella Basilica di Santa Croce e nel Duomo le opere più riuscite. Il centro storico è un proliferare di arti seicentesche, manutenute e ristrutturate per restituire vivacità e passione alle facciate e illuminare il cuore urbano del posto.

Le tracce romaniche

Lecce fu anche provincia Romana e il retaggio lasciato in dote dall’impero più luminoso di sempre restano vivide sul tessuto urbano. L’Anfiteatro Romano che domina Piazza Sant’Oronzo, la piazza principale della città, è il fiore all’occhiello dello snodo centrale di Lecce, cuore pulsante da cui si articolano le arterie dei viale del passeggio e che, anche grazie a un clima benevolo, si accendono di vita in qualunque periodo dell’anno, in qualunque giorno della settimana.

Alla scoperta di Ostuni, la Città Bianca

Ostuni è conosciuta come la Città Bianca, definizione che calza a pennello per una realtà urbana caratterizzata dal candore delle sue strutture architettoniche e che rendono il centro unico e inconfondibile. La cittadina in provincia di Brindisi è uno dei centri turistici principali della zona e meta molto ambita da un turismo sempre più trasversale, che può coniugare le attrazioni di tipo culturale e artistico con le suggestioni di una costa rinomata e pluridecorata.

Il borgo antico

Ostuni è nota, tra le tante, per il suo borgo antico, contraddistinto dal bianco dei suoi edifici i calce ma anche da un tessuto urbano affascinante, fatto da arterie strette che si intrecciano in un dedalo affascinante e fuori dal tempo. I b&b Ostuni ospitano ogni anno migliaia di visitatori, che si perdono tra le viuzze del centro storico, situato a circa 230 metri sopra il livello del mare.

Il centro storico è impreziosito da numerosi monumenti di tipo religioso e civile e risalenti a diverse epoche. Sito di riferimento è la Basilica Minore, che sorge sul punto più alto del colle e che domina la città. Lungo le strade del centro si susseguono palazzi di epoca novecentesca, chiese gotiche, bizantine e barocche, obelischi, che definiscono il profilo urbano e raccontano la storia millenaria del posto.

La costa

Ostuni sorge sulla costa Adriatica e il suo litorale è caratterizzato da ampie distese di sabbia. Dal 1994 e fino al 2015, la città è stata insignita del prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, concessa dalla FEE (Foundation for Environmental Education) alle coste più pulite e rispettose dell’ambiente. A tale riconoscimento si è affiancato, nello stesso periodo, quello di Legambiente, che ha concesso alla marina di Ostuni le celebri cinque vele.

L’archeologia ostunese

Ostuni è anche un punto di riferimento importante in ambito archeologico. Fiore all’occhiello è il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D’Agnano, inaugurato nel 1991 insieme al Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale e che si sviluppa su un’area di 13 ettari. il museo è anche la sede in cui è conservata la celebre Donna di Ostuni, lo scheletro di una donna con il proprio feto risalente a circa 25 mila anni fa.

Il turismo salentino non è solo mare: le bellezze di Lecce

vacanze in Salento

Da diversi anni a questa parte, il Salento è diventato un brand turistico tra i più riconosciuti e apprezzati; una realtà che in estate accoglie migliaia di turisti provenienti da tutta Italia e che si accende per tre mesi l’anno. In realtà, però, il Tacco d’Italia non vice di sole spiagge e offre una serie di attrattive perfette a sospingere un turismo svincolato dalle logiche stagionali.

Fiore all’occhiello di un turismo alternativo, meno vitato all’appariscenza dei paesaggi e più legato alle suggestioni d’arte, è Lecce, capoluogo e punto di riferimento della dimensione salentina. Pernottare in un b&b con piscina Lecce nel centro storico, nel cuore della storia del posto, significa trascorrere una vacanza diversa, seducente e disponibile per dodici mesi l’anno.

Arte barocca

Lecce è, prima di tutto, arte barocca. A partire dal ‘500 e fino al XVIII secolo, la città si è trasformata: dapprima il regno di Napoli, poi venne la dominazione spagnola di Carlo V, quindi quella austriaca. Ogni passaggio ha lasciato traccia e reso Lecce un mosaico di arti e culture che si commistionano sul tessuto urbano della città. Espressione massima sono la Basilica di Santa Croce e il Duomo, entrambi risalenti all’epoca settecentesca.

Tradizioni culinarie

Lecce è anche terra di sapori unici che traggono origine da un retaggio contadino che era sinonimo di povertà e che oggi diventano esaltazione della genuinità, si fanno gusto per ciò che sa essere sano ma anche ricco di sapore, a cui si accompagna una tradizione dolciaria eccellente e che ha nel pasticciotto leccese la propria bandiera più nota.

Musica

Lecce è anche patria di musica, accoglie istanze di vario genere e che traggono spunto dalla musica popolare, quella pizzica che tanto ha saputo sedurre la gente del posto e i turisti; si mescolano sonorità balcaniche, cantautorato e stornelli, reggae, rock e filastrocche: artisti di strada, band e dj set si alternano per le strade della città, e fanno cantare e ballare gente di tutte le età.