Auto nuove e usate: qual è l’opzione più conveniente?

Meglio scegliere un’auto nuova oppure una usata? L’acquisto di un’auto è un investimento, e come tale prevede il pagamento di un prezzo. Per sapere se stai facendo un buon affare, ci sono diversi criteri da considerare: il prezzo di acquisto del veicolo, il costo del suo utilizzo (manutenzione, carburante e assicurazione) e il suo valore di rivendita.

Il prezzo di acquisto dell’auto

Ovviamente, una nuova auto è molto più costosa rispetto ad un veicolo usato. Il mercato di seconda mano offre modelli di alto livello, ben attrezzati, mentre allo stesso budget, dovresti essere soddisfatto da un nuovo modello di base.

Ma fai attenzione! Una vettura usata può riservare spiacevoli sorprese. Il tal caso, il vantaggio del prezzo scompare nei costi di riparazione. Per evitare questa brutta situazione è consigliabile acquistare un veicolo usato da un professionista che si occuperà di effettuare un’accurata revisione prima della messa in vendita del veicolo, come ad esempio una concessionaria di auto usate Lecce, Milano, Napoli ecc.

Costi di utilizzo di un’auto

Per definire al meglio il tuo budget per l’acquisto dell’auto, è necessario considerare tre criteri: il costo della manutenzione, il consumo e il prezzo dell’assicurazione auto.

Un veicolo usato ha sempre un costo di manutenzione superiore rispetto a quello di un nuovo modello. Le parti meccaniche hanno una durata limitata. Il Cambio, la cinghia di distribuzione, gli ammortizzatori e gli pneumatici sono dei componenti che si logorano col passare del tempo.

Un altro fattore da considerare è che un nuovo veicolo presenta dei consumi inferiori rispetto ad una vecchia macchina, mentre l’assicurazione di una nuova auto è più costosa di un modello di seconda mano.

Valore di rivendita dell’auto

Pensate anche che il valore di una vettura usata diminuisce molto meno rapidamente di una nuova auto. Le automobili nuove perdono circa il 75% del loro valore in 5 anni.

Se sei ancora indeciso tra le due opzioni, la scelta di un’auto usata di qualche anno rappresenta un ottimo compromesso. Questo veicolo, che è più economico del nuovo modello, è immediatamente disponibile e rimane coperto dalla garanzia del costruttore.

La rivoluzione urbana della bici elettrica

Le città italiane sono sempre più inquinate e chiassose. I nostri centri urbani sono congestionati dall’eccessivo traffico automobilistico, che, soprattutto nelle ore di punta, paralizza intere zone della città. Per risolvere questo problema, si sente più spesso parlare di mobilità sostenibile, che consiste nell’attuare delle misure ecologiche a sostegno dell’ambiente.

Una soluzione efficace è rappresentata dalle biciclette, un mezzo di trasporto sano caratterizzato da zero emissioni di smog e dalla sua discente tecnologica: la bici elettrica.

I veicoli elettrici svolgono un ruolo fondamentale per la tutela dell’ambiente. Nel corso del 2016 in Italia sono stati venduti circa 124 mila esemplari di bici elettriche, con una crescita di oltre il 100% rispetto all’anno precedente.

La diffusione sempre più capillare dell’e-bike è dovuta al piano di incentivi messo a punto dalle regioni a sostegno della mobilità elettrica e alle numerose possibilità di personalizzazione del mezzo. Tramite il kit bici elettrica, ad esempio, è possibile trasformare la propria bicicletta tradizionale in un vero e proprio veicolo a trazione elettrica, al costo di poche centinaia di euro.

La bicicletta elettrica a pedalata assistita sta rivoluzionando sempre più il modo di spostarsi in città. Dal punto di vista legale, il mezzo viene considerato alla stregua di una classica bicicletta, pertanto non vi è alcun obbligo di patente, casco, stipulare una polizza assicurativa, targa e assicurazione. Ciò comporta un vantaggio economico non indifferente, ma c’è dell’altro.

La bici elettrica aiuta a risparmiare tempo e migliorare il proprio stato di salute. Quante volte vi è capitato di rimanere imbottigliati nel traffico con la propria auto o di perdere del tempo prezioso cercando parcheggio? Recarsi al lavoro, a scuola o al supermercato in e-bike è una scelta efficace per ottimizzare i tempi e ridurre lo stress. Dopo circa 30 minuti di pedalata infatti, il corpo rilascia endorfine, che migliorano l’umore dando luogo ad una piacevole sensazione di benessere.

Manutenere al meglio gli pneumatici e farli durare di più

Il ciclo di vita di un set di pneumatici è di circa 100.000 km. A prescindere dalle condizioni in cui essi versano dopo un lungo periodo di utilizzo, è sempre consigliabile provvedere alla sostituzione una volta raggiunta tale soglia; tuttavia, una manutenzione accurata dei propri pneumatici permette di garantirsi prestazioni di livello fino agli ultimi chilometri, assicurando anche maggior sicurezza e stabilità alla guida e ottimizzazione dei consumi di carburante.

Controllare la pressione

Aspetto prioritario nella manutenzione delle gomme è il controllo periodico della pressione delle gomme e delle valvole che gestiscono la chiusura. Di norma, la pressione deve essere controllata sempre prima di un viaggio e al ritorno, oltre che alle verifiche di routine da effettuare, a seconda dell’utilizzo e delle condizioni di guida, almeno una volta ogni paio di mesi.

Una pressione più alta di quella indicata sul libretto d’uso e manutenzione causa infatti un celere logorio del segmento centrale del battistrada. Viceversa, pressioni troppo basse sono responsabili di un maggior consumo della parte più esterna. Se la pressione della gomma torna ad essere più bassa del normale in seguito alla sua regolazione, può essere sintomatico di forature o danneggiamenti del copertone causati da bolle o tagli; in tal caso, occorre rivolgersi a un tecnico e provvedere alla sua riparazione.

Scambiare la posizione delle gomme

A seconda di dove sono montate, le gomme auto tendono a consumare più marcatamente una porzione di copertone, risparmiandone altre. Per tale ragione, ogni 15-20.000 km è opportuno scambiare la loro posizione, invertendo tra loro quelle anteriori e facendo lo stesso con quelle posizionate sul retrotreno. In tal modo, l’usura sulla superficie della gomma risulterà più omogenea, favorendo la tenuta stradale e il grip.

Equilibratura

Ogni 10.000 km circa, occorre controllare l’equilibratura delle gomme. L’operazione è solitamente svolta gratuitamente dal gommista prezzo a cui acquistate i pneumatici ma, se siete soliti avvalervi dei servizi di vendita gomme online o, comunque, il vostro gommista applica politiche differenti, il costo è abbordabile e, solitamente, non superiore ai 30 euro. Per verificare in autonomia lo stato dell’equilibratura basta percorrere poche decine di metri senza mantenere il volante, verificando che la marcia della vettura proceda in maniera rettilinea: in caso contrario, occorre intervenire.

I 5 vantaggi di una bici elettrica: perché sceglierla

bici elettrica

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La bici elettrica conquista segmenti di mercato sempre più significativi e, nel corso della sua storia, ha conosciuto un’evoluzione eccezionale dal punto di vista tecnico e del design che ne sta favorendo l’ulteriore diffusione. Le ragioni che spingono la gente a convertirsi al mezzo elettrico sono diverse e variano a seconda delle abitudini e le attitudini specifiche. Ecco i cinque vantaggi principali di una bicicletta a pedalata assistita.

Praticità ed efficienza

La bicicletta a pedalata assistita si sta dimostrando un mezzo di spostamento perfetto per il circuito cittadino. La propulsione assistita consente ai pendolari di muoversi agilmente nel traffico, senza sforzi ed evitando gli incolonnamenti nel traffico. La e-bike si configura, soprattutto durante la bella stagione, come alternativa ottimale ai mezzi pubblici, permettendo autonomia negli spostamenti.

Nessun costo assicurativo

Per il Codice della Strada, la bicicletta a pedalata assistita è equivalente alle bici tradizionali. Ciò significa che essa non richiede la stipula di un’assicurazione RCA né il pagamento del bollo, non necessita di una targa di immatricolazione e non serve possedere alcun tipo di patentino.

Nessun limite di circolazione

Esattamente come le biciclette, il pedelec può circolare liberamente nelle zone a traffico limitato e nelle piste ciclabili, non sottostà ai vincoli dei blocchi del traffico o delle domeniche ecologiche, che spesso immobilizzano le grandi città. Si tratta di un mezzo perfetto per la circolazione cittadina.

Varietà di modelli

A seconda delle specifiche esigenze, esistono modelli adatti a ogni profilo di ciclista. Gli appassionati di mountain bike o cicloturismo possono contare su e-bike con motore centralizzato, resistente agli urti e che non ostacola le ruote; per i circuiti urbani ci sono i pedelec con motore al mozzo anteriore, leggeri e quasi del tutto invisibili. Per chi cerca una soluzione mista ci sono gli hub posteriori, punto d’incontro tra la maneggevolezza del motore al mozzo anteriore e la resistenza del sistema installato sul telaio.

Impatto zero

Da non trascurare, poi, che si tratta di un mezzo che non impatta minimamente sull’ambiente, non produce emissioni ed è la soluzione da molti indicata come il futuro della mobilità sostenibile.

Alfa Romeo Giorgio: il nuovo concept

Tantissime indiscrezioni sullla nuova Alfa Romeo Concept che, secondo alcuni rumors, vedrà in uscita nel 2017 l’Alfa Romeo Giorgio.

Quando parliamo di 2017 tuttavia ci riferiamo puramente a delle stime visto che, al di là dei classici rumors, non ci sono notizie ufficiali. Vari indizi tuttavia portano proprio nel lancio dell’Alfa Romeo Giorgio il prossimo obiettivo di mercato in casa Alfa.

Gli appassionati di settore stanno provando a capire quali saranno le maggiori novità sull’uscita di questo nuovo modello in casa Alfa che si spera possa portare non pochi benefici in termini di vendite.

Ma quale posto prenderà l’Alfa Romeo Giorgio? Sempre secondo indiscrezioni sostituirà l’Alfa Romeo 166, prodotta dal 1998 al 2007, con piena soddisfazione in casa Alfa per via dei tantissimi modelli venduti in tutto il mondo.

2017 alfa romeo giorgio

L’obiettivo è quello di presentare sul mercato un nuovo modello capace di confrontarsi (in maniera vincente) con le varie Audi A6, Mercedes Classe E, Jaguar XF e BMW Serie 5. Una sfida assolutamente non facile ma in casa Alfa Romeo hanno dimostrato già in precedenza di esser capaci di ottenere grandi risultati.

Il pianale che verrà usata per Giorgio probabilmente sarà simile a quello già usato e testato nell’Alfa Romeo Giulia. Ovviamente rispetto a quest’ultima ci saranno delle differenze perchè l’obiettivo è presentare sul mercato un veicolo comunque nuovo per caratteristiche interne ed esterne. Sul portale theophiluschin.com sono già presenti diverse foto della nuova macchina ed è stato lanciato anche un concept.

Nell’ottica di rendere il modello unico e particolare non devono impressionare ad esempio la scelta in casa Alfa di inserire nel veicolo quattro scarichi posteriori e cerchi obbligatoriamente in lega.

Saranno anche tanti gli optional che sarà possibile acquistare anche se, a quanto sembra, di base già i veicolo usciranno con una serie di opzioni davvero interessanti come alcuni rumors che è possibile vedere su Shopricambiauto24.it sito sempre attento a catturare le ultime novità sul mercato automobilistico mondiale.

Tutto sugli ammortizzatori per moto

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Gli ammortizzatori della moto servono per dare maggiore stabilità durante la guida, aiutando il pneumatico a rimanere bene aderente all’asfalto. Oltre a questo avere delle sospensioni in buono stato di salute migliora nettamente il comfort durante la guida del veicolo.

Questo si nota sopratutto nelle situazioni in cui gli ammortizzatori sono più sollecitati, come ad esempio durante le frenate brusche oppure in caso di buche sulla strada.

Quanto durano gli ammortizzatori della moto

Quando si cerca di capire la durata media di una ammortizzatore della moto, i motociclisti più inesperti fanno spesso l’errore di ragionare in anni. Cioè cercano di capire per quanto tempo può funzionare correttamente un ammortizzatore prima che sia necessario fare un controllo, oppure dopo quando tempo le sospensioni della motocicletta sono da sostituire perché diventate ormai troppo vecchie e consumate.

Prendere in considerazione il tempo come metro per la durata media degli ammortizzatori non va bene per una ragione ovvia: una moto usata tutti i giorni in città si usura molto più in fretta di una tenuta sempre dentro il garage ed utilizzata solo occasionalmente la domenica.

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Di conseguenza, per tenere sotto controllo la durata degli ammortizzatori dobbiamo prendere in considerazione le distanze percorse in chilometri. Gli esperti del settore raccomandano di far controllare gli ammortizzatori delle nostre moto, mediamente, dopo ogni 20.000 chilometri e di sostituirli dopo circa 80.000 chilometri.

Queste sono chiaramente delle indicazioni generali, perché lo stile di guida può influire drasticamente sull’usura delle sospensioni. Poi bisogna anche notare che non tutte le moto sono uguali in termini di resistenza e qualità delle strutture.

Per questo motivo, è sempre utile controllare sul libretto delle istruzioni della proprio moto se ci sono delle indicazioni particolari riguardo alla manutenzione ed alla cura degli ammortizzatori.

In caso di dubbi, e sopratutto per quanto riguarda i motociclisti meno esperti, è una buona regola chiedere delle indicazioni su come comportarsi al venditore al momento dell’acquisto, oppure successivamente ad un meccanico di fiducia.

Quando gli ammortizzatori si consumano di più

Il tipo di strada percorsa abitualmente può influire nettamente sulla velocità di usura degli ammortizzatori. Il principio è piuttosto semplice: un ammortizzatore sollecitato frequentemente si usura in modo maggiore rispetto ad uno stressato di meno.

Guidare una moto in una autostrada per 1000 chilometri consuma meno le sospensioni rispetto a percorrere la stessa distanza in una città trafficata. Questo perché in autostrada il traffico scorre facilmente, le frenate sono molto rare e l’asfalto in genere è in buone condizioni. Mentre nelle città la situazione è opposta: il freno viene usato costantemente ad ogni semaforo oppure per rallentare a causa del traffico cittadino. Come se non bastasse l’asfalto delle nostre città è sovente pieno di buche ed in pessime condizioni.

Infine, percorre strade di campagna o altri percorsi sterrati può usurare con maggiore facilità gli ammortizzatori rispetto alla guida in città.

Stile di giuda del motociclista

Lo stile di guida del motociclista è un’altro fattore che influisce sulla vita media degli ammortizzatori. Questi dureranno per maggiori chilometri ad una persona che guida in modo prudente, rispetto ad una che ama la velocità.

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Perché conviene acquistare il kit della frizione auto online

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Acquistare il kit della frizione auto on line conviene per diversi motivi

Innanzitutto bisogna dire che la frizione auto è una parte che spesso dà i primi segnali di cedimento rimanendo tuttavia funzionante ancora per qualche centinaio di chilometri (può anche rompersi improvvisamente, ma il più delle volte ci avvisa), perciò sarebbe utilissimo muoversi in tempo via internet per non trovarsi costretti a far acquistare il kit frizione direttamente dal meccanico che prenderà l’auto in riparazione.

Una volta capito che di lì a poco la frizione andrà cambiata avete tutto il tempo necessario per acquistarla on line e attendere la consegna del ricambio.

La prima operazione da fare è quella di individuare un sito attendibile ed affidabile, negli ultimi tempi ne sono nati tantissimi e quindi è sempre conveniente consultare recensioni on line per scremare la scelta lasciando i migliori.

Una volta scelti i migliori siti andrete a decidere quale usare in base alle condizioni di vendita, modalità di pagamento, tempi e modalità di spedizione che più vi aggradano, tutti i siti danno la possibilità di restituire la merce.

La vera convenienza di internet poi arriva in questo momento, quindi una volta scelto il vostro sito inizierete a cercare il ricambio che vi necessita, in questo caso il kit della frizione.

Tramite la ricerca del sito avrete una serie di opportunità fra le quali scegliere, innanzitutto avrete il ricambio originale, poi avrete una serie di ricambi dello stesso pezzo ma compatibili, fabbricati cioè da altre marche o da marchi paralleli all’originale.

In questo modo potrete decidere se acquistare il medesimo ricambio rotto o scegliere fra uno di qualità più alta o più bassa (ciò dipende dall’uso che fate della macchina e dal vostro voler risparmiare o meno).

In ogni caso la vera convenienza sta nel fatto che avrete tagliato una serie di passaggi intermedi dovuti alla distribuzione e alla vendita al dettaglio che vi permettono di risparmiare notevolmente sull’acquisto della frizione auto.

Al prezzo del ricambio dovrete aggiungere solamente la mano d’opera del meccanico che eseguirà la sostituzione.