Reato: che cos’è e cosa dice la legge a riguardo

Secondo il diritto penale, il reato è un fatto umano commissivo o omissivo vietato dall’ordinamento giuridico vigente in uno stato. Il reato, secondo il codice italiano, rientra nella più ampia sezione degli illeciti; ciò che differenzia il reato dall’illecito civile e da quello amministrativo è il tipo di pena prevista. Durante un processo penale, è fondamentale la figura dell’avvocato penalista, per assicurare rappresentanza e consulenza legale online o fisica all’imputato.

Il reato
Secondo la definizione formale, il reato è un fatto infrattivo della legge penale da cui scaturisce una sanzione definita pena, comminata in proporzione alla gravità della colpa.
Gli elementi essenziali del reato sono tre:
– Il fatto tipico, ovvero l’evento o il nesso di causalità che lega la condotta all’evento
– colpevolezza ovvero l’imputazione di violazione di una norma penale
– antigiuridicità, cioè il contrasto tra la norma e il fatto.

Tipi di sanzione
Come detto, ciò che differenzia in modo fattuale un reato da un illecito è la tipologia di pena prevista. Nel caso di reato, e dunque di violazione delle norme del codice penale, esistono diverse tipologie di punizione, a seconda della gravità della colpa e della recidività dell’offendente. Per i delitti, le possibili pene sono l’ergastolo, la reclusione e la multa; per le contravvenzioni, arresto e ammenda.

I delitti sono in massima parte (ma non totale) riportati nel libro secondo del codice penale e si differenziano in reati dolosi e colposi: i primi sono reati intenzionali e commessi con la consapevolezza dell’infrazione, i secondi sono reati causati da imperizia da parte dell’offendente.

Le contravvenzioni sono disciplinate dal libro terzo del codice penale oltre che dalle molteplici disposizioni di leggi speciali.

Per i delitti si risponde sia in caso di colpa e sia di dolo mentre per le contravvenzioni sono previste procedure penali solo nel caso di dolo, ovvero di intenzionalità e commettere un illecito penale. Inoltre, con le contravvenzioni non è prevista alcuna ripercussione per il tentativo di reato, mentre con i delitti è prevista la persecuzione giuridica anche nel caso di tentativi non concretizzati di delinquere.

Accompagnatori per donne come soluzione al tradimento

accompagnatori per donne come soluzione al tradimento

Secondo il sito Incontri Extraconiugali i tradimenti femminili sono in costante aumento. L’approccio delle donne però è completamente differente, cercano altro rispetto ai consorti. Queste infatti riescono a infrangere la loro promessa di fedeltà se trovano qualcuno che le conquisti mentalmente e sentimentalmente. Mentre gli uomini riescono ad avere relazioni extraconiugali solo per sesso, le donne hanno bisogno prima di trovare una complicità per concedersi.

Le donne che tradiscono lo fanno con il cuore

Questo dato segnala un cambiamento che spesso si ignora e i mariti non comprendono la gravità della situazione. Le donne insoddisfatte del loro rapporto di coppia hanno più difficoltà a tradire, ma quando lo fanno potrebbero perdere la testa e lasciare la loro relazione. Un uomo invece è più fedifrago, ma facendolo per delle motivazioni carnali tende a mantenere le cose come stanno.
Ci sono coppie che si amano ancora, ma non riescono a riaccendere la fiamma della passione, così si tradiscono a vicenda. In questo modo si instaura un rapporto falso che a poco a poco rovina tutta.

Giocare insieme e non tradire con un accompagnatore per coppie

Una soluzione meno frequente è quella di ricorrere a un accompagnatore per coppie. In questo modo i partner accettano che l’altro abbia rapporti con altri, ma in sua presenza e con la sua complicità.

La coppia si apre a nuove esperienze e impara a comunicare diversamente, a scoprirsi e sapersi stimolare diversamente. Un accompagnatore per donne è la soluzione al tradimento laddove si prova ancora qualcosa. L’amore muta forma e a volte sembra svanire, ma invece con la spinta giusta può diventare più forte di prima.

Gli accompagnatori per coppie che si prestano hanno esperienza in materia e non si occupano solo della soddisfazione carnale. Parlano molto con i consorti, sono una sorta di psicologi con cui potersi sentire davvero a nudo. Così questo terzo elemento salva molti matrimoni e di questo tradimento ne giovano tutti.

Fiducia nei ministri ad aprile: primo Padoan, ultima Giannini

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Il 2 maggio 2016 l’istituto di ricerche di mercato IPR Marketing ha condotto un sondaggio sulla fiducia che hanno gli italiani nei ministri del governo Renzi.

Le interviste, effettuate su un campione di 1000 persone maggiorenni residenti in Italia e disaggregate per sesso, età e area di residenza, rivelano che gli italiani non se la sentono di riporre la propria fiducia negli attuali ministri.

La novità assoluta di questo mese è rappresentata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando che registra una crescita del gradimento pari al 2%. Tale crescita gli permette di scalare la classifica e posizionarsi al terzo posto insieme al ministro degli Interni Angelino Alfano e a Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole. Antonio Noto, direttore di IPR Marketing, spiega così il terzo posto di Orlando “Il successo di Orlando si registra nel momento in cui si è acuito lo scontro tra il premier e l’Associazione magistrati sui temi della giustizia, proprio perché ha tenuto un atteggiamento equidistante”.

Seppur in calo non variano la loro posizione Padoan e Delrio. Il primo si mantiene in vetta alla classifica seguito da Delrio. Se da una parte il ministro Orlando registra un incremento di fiducia, dall’altra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, subisce un crollo maggiore. Questo perché “Gli italiani non hanno ancora percepito un beneficio immediato, nonostante i dati positivi sul lavoro” spiega ancora Antonio Noto. Probabilmente ciò gli ha fatto perdere il 3% questo mese facendolo finire al sesto posto.

Passaggio di testimone per l’ultimo posto in classifica da Madia alla Giannini, ministra dell’Istruzione, che chiude la classifica al 14° posto.
Risulta ancora una volta non classificato il ministro degli Affari Regionali Enrico Costa. Non è stato infatti possibile testare la fiducia nei suoi confronti in quanto ancora poco conosciuto dagli italiani.
“In generale l’intera compagine perde 0,5 punti rispetto a 30 giorni fa – conclude Noto – sono solo due i ministri con segno positivo (Orlando e il responsabile degli Esteri Paolo Gentiloni), mentre per 6 dicasteri la fiducia è in diminuzione. Per i rimanenti 6 non si sono registrate variazioni”.

Chi vince e chi perde a Roma, Milano e Napoli

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Fra qualche mese si terranno le elezioni dei sindaci in molte città italiane. E’ un tema questo affrontato in vari dibattiti politici. Porta a Porta ha commissionato infatti un sondaggio  IPR Marketing per sapere chi è in vantaggio e chi in svantaggio in città come Roma, Milano e Napoli. In generale i dati registrano una netta prevalenza di sinistra e Movimento 5 stelle.

Come si poteva prevedere a Roma c’è la situazione più congestionata per via delle polemiche interne al Centro Destra intorno al nome del candidato alla carica del Campidoglio. Secondo IPR la nomina potrebbe andare alla candidata 5Stelle Virginia Raggi con il 26% qualsiasi sia la proposta di destra. Resterebbe comunque l’incognita del CD che, se poco influenza i 5stelle, cambierebbe invece di molto le sorti del Centro Sinistra. La destra restando compatta e presentando Guido Bertolaso come unico candidato in carica guadagnerebbe 24,5% dei voti, mentre se si scindesse e proponesse due nomi, Meloni e Bertolaso, perderebbe consensi favorendo il candidato di sinistra Giacchetti che otterrebbe in tal caso il 23% contro il 15% dei due candidati. Infine secondo il panel la Raggi sarebbe protagonista assoluta di un ipotetico ballottaggio, scontrandosi di volta in volta contro Meloni, Bertolaso o Giacchetti.

Cambia di poco il quadro elettorale milanese, dove a contendersi la poltrona di Palazzo Marino sarebbero principalmente i candidati di destra e di sinistra. In base alle intenzioni di voto il M5S con solo l’11% delle preferenze sarebbe escluso dalla corsa a sindaco di Milano, sfavorito forse anche dal non aver attualmente un nome per il proprio candidato. Il Centro Sinistra con Sala ottiene il 39% dei consensi contro il 34% di Parisi del Centro Destra. Sempre loro sarebbero, secondo le rilevazioni, i protagonisti di eventuali ballottaggi.

A Napoli si presenta uno scenario complesso, simile a quello romano. Stavolta a dover scegliere se proporre uno o due candidature è il Centro Sinistra. In entrambi i casi, secondo gli intervistati, a rivestire i panni di sindaco della città partenopea sarebbe per la seconda volta di fila Luigi De Magistris. L’ex magistrato si attesta intorno al 30%. In ogni caso il suo sfidante sarebbe il candidato del Centro Destra Lettieri. La doppia candidatura del CD cambierebbe solo il consenso per i 5Stelle. Il sondaggio mostra che se si presentassero alle elezioni comunali sia la Valente che Bassolino la sinistra perderebbe consensi favorendo il 5Stelle Brambilla che guadagnerebbe il 19% , staccando i due candidati fermi rispettivamente all’11% e al 10%. Mentre la candidatura della sola Valente la renderebbe favorita a Brambilla attestandosi sul 20%.

Sondaggio IPR Marketing: Mastella super favorito al Comune di Benevento

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A chiederglielo sarebbe il popolo. Quasi un atto d’amore, dunque, verso la sua città capoluogo, nonostante il parere negativo della sua famiglia. È per questo che, a sorpresa, il redivivo (anzi, l’immortale) Mario Clemente Mastella potrebbe candidarsi a sindaco a Benevento.

E mai scelta sarebbe più felice.

Stando ad un sondaggio IPR Marketing, il già Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel Governo Berlusconi I e Ministro della giustizia nel Governo Prodi, vincerebbe il primo turno delle elezioni comunali nel capoluogo sannita con il 31% e dovrebbe vedersela al ballottaggio con il candidato del Movimento 5 Stelle, mentre ben più distaccati sarebbero PD e Centrodestra. Al ballottaggio, poi, sarebbe trionfo con Clemente Mastella sindaco di Benevento ed il pentastellato costretto a rimanere all’opposizione.

Il sondaggio IPR e, a suo dire soprattutto, la volontà dei beneventani, lo starebbero spingendo a candidarsi. Mastella sarebbe sindaco per la seconda volta, dopo l’esperienza nella sua Ceppaloni tra il 2003 e il 2008.

Il suo sarebbe un ritorno in grande spolvero. L’ingresso in politica di Clemente Mastella risale al lontano 1976 quando fu eletto per la prima volta in Parlamento. Fino al 2008 è stato ininterrottamente parlamentare. Negli anni è stato due volte Ministro ed ha cambiato numerose casacche. Ultimamente sembrava un po’ ai margini. Ma il suo grande ritorno pare alle porte.

Una missione di cuore, come detto. Che lo spingerebbe addirittura -sono sue parole- ad accettare il mandato senza percepire alcuno stipendio.

 

Sondaggio Ipr sui sindaci: Salerno assente

Ogni sei mesi l ‘istituto di analisi e ricerche di mercato IPR Marketing stila per Il Sole 24 Ore una speciale classifica di gradimento per stabilire quali siano i sindaci più amati dagli italiani. Nel corso degli ultimi anni ad occupare le prime posizioni della classifica c’era sempre Vincenzo De Luca, l’allora sindaco di Salerno. Gli ultimi sondaggi di Ipr invece ci svelano che le cose sono cambiate, Salerno non è menzionata, non fa più parte di questa classifica.

Viene da chiedersi il perché di tale risultato di esclusione dal sondaggio IPR Marketing.

Il motivo è presto detto, erroneamente, si considera il comune di Salerno commissariato cosa che, evidentemente non è, ma questa è la forma, non certamente la sostanza. Per capire meglio cosa è successo andiamo indietro nel tempo. Vincenzo De Luca ricopre la carica di sindaco per quattro mandati. Il 2 maggio 2013 è nominato sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del governo Letta. Nel novembre 2013 l’Antitrust, dato che le cariche di sottosegretario e sindaco sono incompatibili per legge, ha ordinato a De Luca di decidere quale mantenere. Non avendo operato tale scelta nel gennaio 2015 il tribunale civile di Salerno lo ha dichiarato «decaduto» dalla carica di sindaco, per incompatibilità con l’incarico di governo. La sua nomina allora è passata al vicesindaco Enzo Napoli che assume la carica di sindaco facente funzioni.

Quindi Vincenzo Napoli è il facente funzione, ma di fatto non è ancora percepito come tale. Non lo è dalla stragrande maggioranza dei salernitani, probabilmente non lo è neanche da ampie fette del PD. Tant’è che l’onorevole Michele Ragosta, vecchio compagno di Enzo Napoli ai tempi del sindaco Giordano e del ministro Conte, sottolineando lo stato di confusione che regna tra i banchi della maggioranza, ha ufficialmente chiesto al segretario provinciale del PD, Nicola Landolfi di predisporre, come si sta facendo in quasi tutti i comuni dove si andrà al voto in primavera, le primarie di partito per la scelta del candidato sindaco. Una scelta che è apparsa poco appropriata a quanti vedevano in Napoli il già candidato sindaco e che susciterà sicuramente altre polemiche all’interno del partito.

 

Progresso tecnologico fuori controllo?

Proprio oggi mi sono soffermato a pensare a come fosse possibile la mia vita senza cellulare, internet o addirittura senza la mia macchina.
Personalmente senza tali comodità la mia vita lavorativa sarebbe pressoché impossibile e persino quella sociale ne verrebbe molto ridimensionata, tanto che il termine “comodità” sopra utilizzato si confonde oggi con quello di “necessità”.
Prima dell’ingresso di tali tecnologie, la mia vita scorreva ugualmente e felicemente; certo era necessario organizzarsi in modo diverso, prendersi più tempo per fare le cose, ma non era sicuramente una vita peggiore. Oggi possiamo fare una ricerca in pochi secondi, raggiungere distanze enormi in poche ore e chiamare al telefono chi vogliamo ovunque egli sia. Come mai allora non mi sembra di percepire tali vantaggi in termini di qualità della vita? Probabilmente perché il mondo sociale e le sue pretese nei confronti degli individui va “in fase” con il progresso tecnologico. Mi spiego meglio: quando i cellulari non esistevano, nessuno si sarebbe mai offeso per una “mancata” risposta al telefono; le aziende non avrebbero mai preteso report giornalieri e una reperibilità 24h su 24. In sostanza, facciamo tutto più in fretta, con meno sforzi, ma le pretese sociali sono aumentate a tal punto , da non lasciarci più la scelta di rinunciare al progresso tecnologico conquistato. Il tempo e lo spazio guadagnati dall’utilizzo delle nuove tecnologie viene così ad essere fagocitato dalle sempre maggiori esigenze della società.
Il progresso tecnologico è senz’altro una conquista. La domanda che mi pongo è: lo stiamo utilizzando per migliorare le nostre vite?