Progresso tecnologico fuori controllo?

Proprio oggi mi sono soffermato a pensare a come fosse possibile la mia vita senza cellulare, internet o addirittura senza la mia macchina.
Personalmente senza tali comodità la mia vita lavorativa sarebbe pressoché impossibile e persino quella sociale ne verrebbe molto ridimensionata, tanto che il termine “comodità” sopra utilizzato si confonde oggi con quello di “necessità”.
Prima dell’ingresso di tali tecnologie, la mia vita scorreva ugualmente e felicemente; certo era necessario organizzarsi in modo diverso, prendersi più tempo per fare le cose, ma non era sicuramente una vita peggiore. Oggi possiamo fare una ricerca in pochi secondi, raggiungere distanze enormi in poche ore e chiamare al telefono chi vogliamo ovunque egli sia. Come mai allora non mi sembra di percepire tali vantaggi in termini di qualità della vita? Probabilmente perché il mondo sociale e le sue pretese nei confronti degli individui va “in fase” con il progresso tecnologico. Mi spiego meglio: quando i cellulari non esistevano, nessuno si sarebbe mai offeso per una “mancata” risposta al telefono; le aziende non avrebbero mai preteso report giornalieri e una reperibilità 24h su 24. In sostanza, facciamo tutto più in fretta, con meno sforzi, ma le pretese sociali sono aumentate a tal punto , da non lasciarci più la scelta di rinunciare al progresso tecnologico conquistato. Il tempo e lo spazio guadagnati dall’utilizzo delle nuove tecnologie viene così ad essere fagocitato dalle sempre maggiori esigenze della società.
Il progresso tecnologico è senz’altro una conquista. La domanda che mi pongo è: lo stiamo utilizzando per migliorare le nostre vite?

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