I riti funebri nelle civiltà antiche

Il rito funebre è sempre stato visto come celebrazione del defunto e di tutto ciò che aveva fatto durante la sua vita. Per le civiltà antiche il funerale ha sempre avuto una grandissima importanza.

I riti funebri, come l’inumazione e la cremazione, che sono presenti oggi,  hanno, quindi, origini antiche che ci sono state tramandate fino ad oggi.

Riti e tradizioni

Le antiche civiltà, come quella greca e romana, che hanno scritto la storia davano una particolare attenzione al rito funebre, soprattutto quando si trattava di uomini di rango alto. Anche le tombe o le urne cinerarie, in caso di cremazione, erano fortemente legate alle tradizioni e alla vita del defunto.

Rito funebre greco

I principali riti funebri, come quello dell’inumazione e della cremazione, li troviamo già a partire dal periodo elladico con achei e micenei, secondo i quali, era importante coprire sempre il corpo con un lenzuolo per evitare che i resti toccassero terra, poiché questo gesto veniva considerato come un’offesa agli dei.

Solitamente, il funerale in Grecia veniva fatto dopo 3 giorni, e la prima cosa che veniva fatta era mettere una moneta sugli occhi del defunto. Questa, serviva per pagare al traghettatore Caronte il passaggio sul fiume Stige, che lo avrebbe portato poi nell’aldilà.

Nell’antica Grecia, era considerato molto grave non seppellire un cadavere, e ciò avveniva solo nei casi della morte di condannati e traditori, perché in questo caso la morte veniva considerata poco per il crimine commesso e l’anima doveva continuare a vagare per l’eternità.

Rito funebre romano

A Roma, il funerale aveva grande importanza, tanto che, nel caso di persone di un certo rango questi venivano affidati ai libitinarii che possono essere paragonati alle pompe funebri di oggi.

Il pater familias, cioè il maschio più anziano, della famiglia, secondo la tradizione doveva vegliare sul corpo della persona morente fino al suo ultimo respiro.

Il rito funebre romano, sia in caso di cremazione che di inumazione, prevedeva il passaggio del corteo lungo la città e nei luoghi che, in vita, erano stati più importanti per il defunto. In alcuni particolari casi venivano indossate delle maschere con il volto del defunto stesso.

Il rito funebre veniva visto come una festa, erano sempre presenti mimi, danzatori e musicisti che servivano per mantenere una certa atmosfera. Talvolta, c’erano anche delle lamentatrici professioniste, messe a disposizione dai libitinarii.

 Rito funebre etrusco

La civiltà etrusca credeva che il corpo del defunto avrebbe avuto una sopravvivenza terrena dopo la morte e per questa veniva praticata soprattutto la sepoltura come rito funebre.

Le tombe etrusche erano dei veri e propri mausolei, dove erano presenti gli oggetti casalinghi e lavorativi del defunto. Inoltre veniva inumato insieme a beni preziosi e ai vestiti migliori; sulle pareti del sepolcro era tradizione disegnare degli affreschi che ricordano battaglie, giochi e banchetti.

Scarpe MTB per pedali flat

La tipologia di attività che si svolge in mountain bike induce alla scelta di una tipologia di bici specifica (enduro, downhill, BMX, free ride) e di conseguenza all’adozione di un abbigliamento e di accessori idonei e soprattutto le scarpe da MTB devono conformarsi al meglio alle esigenze del ciclista.

La scelta delle scarpe per MTB dipende molto dal tipo di pedali utilizzati; delle tre principali tipologie di pedali (flat, a sgancio rapido, ibridi), quelli flat o piani sono meno “problematici” nella scelta delle scarpe e sono anche i più diffusi.

Scarpe MTB: pro e contro dei pedali Flat

I pedali flat, ossia “piatti”, sono i più comuni e si presentano con un corpo pedale piatto inserito nel perno e non prevedono alcuna forma di aggancio, pertanto il piede è libero di sollevarsi e muoversi e non richiedono l’uso di scarpe da MTB specifiche.

I pedali flat sono fatti con materiali più semplici come la plastica nera con inserti di catarifrangenti (nei prodotti di bassa gamma) o in acciaio verniciato con una superficie di appoggio più ampia per aumentare la presa della calzatura sul pedale. I pedali flat sono adatti a chi pratica freestyle per bici BMX oppure per le discipline gravity (Free Ride, Enduro, DH).

I vantaggi dei pedali flat sono:

  • Utilizzo di qualsiasi tipo di calzatura;
  • Libertà di movimento dei piedi e maggior equilibrio e contro bilanciamento che è fondamentale per chi pratica discipline acrobatiche (con salti e figura aeree) o il freeride;
  • Superficie di appoggio più ampia;
  • Migliore gestione delle situazione critiche;
  • Facilità di manutenzione (è sufficiente un lavaggio per pulirli dal fango).

I contro dei pedali flat sono:

  • La mancanza di agganci rende più facile la perdita di contatto tra il piede e il pedale soprattutto su fondi scivolosi, rocciosi o sconnessi;
  • L’impossibilità di mantenere una posizione del piede fissa porta di conseguenza ad avere una pedalata “disomogenea” di punta o di tallone con il rischio di infiammazioni o perdita di potenza;
  • Eccessiva rotazione del pedale sul perno che non permette di trovarlo sempre parallelo al terreno quando si poggia il piede.

Discipline MTB che utilizzano bici con pedali flat

Come accennato, i pedali flat garantiscono maggiore libertà del piede che può essere fondamentale nel mantenere o cercare l’equilibrio e controllare il baricentro in alcune circostanze, ma in particolare il piede libero è uno strumento di controllo nelle discipline acrobatiche, nel freestyle e in tutte le discipline MTB in velocità su sentieri sconnessi, con dossi, salite e discese, le cosiddette discipline gravity come il downhill, l’enduro e il free ride.

Prezzi di un gigolò in Italia

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Non c’è prezzo per il sorriso di una donna, ma c’è molto lavoro per ottenerlo.

Gigolo non ci si improvvisa, è una vocazione che scorre nel sangue.
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Le altre donne sono molto curiose di cosa si tratta, ma ci sono poche informazioni a riguardo. Per esempio una tipica domanda che si pongono è quali sono i prezzi di un gigolò.

Gli accompagnatori per donne hanno un prezzo fisso per il tempo richiesto. A differenza delle escort femminili, gli uomini non offrono una gamma di servizi, ma mettono a disposizione il loro tempo.

Listino prezzi gigolò

Ma quanto costa un accompagnatore?
Di solito 300 euro all’ora, 1.000 euro per cena e dopocena (circa 4 ore).
Mentre per passare un’intera notte con lui, il prezzo di un gigolò è 2.000 euro e per una giornata intera 3.000.

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Quello che realmente vogliono le donne per essere felici è trovare un uomo che si prenda cura di loro. Un Principe Azzurro che la faccia evadere dalla vita quotidiana per sentirsi vive.

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