La storia di come la calce salvò Ostuni dalla peste

Ostuni è nota a tutti come la Città Bianca. La ragione è dovuta al peculiare profilo degli edifici del suo centro storico, per la maggior parte ricoperti di vernice di calce. Gli ostunesi utilizzarono fin dall’antichità la calce, reperibile da sempre in grandi quantità nei giacimenti limitrofi, e la utilizzarono nell’edilizia urbana per creare un effetto rifrangente dei raggi del sole, in modo da conferire maggiore luminosità ai bui vicoli del centro storico. Ciò che non era immaginabile è che quella abitudine avrebbe salvato l’esistenza di una città intera.

Il contesto storico

Nel ‘500, la città di Ostuni era sotto la dominazione aragonese. I sovrani iberici furono gli artefici dell’età dell’oro della città, crearono fortificazioni militari e il borgo raggiunse il record di 17.000 abitanti, una densità mai sfiorata fino a quel momento. Dopo due secoli di dominio aragonese, la città passò tra le mani degli Asburgo, la cui solidità economica era stata minata dalla estenuante Guerra dei Trent’Anni; Filippo IV decise allora di cedere il possesso della città a una famiglia di ricchi mercanti del posto, i Zevallos, che nel periodo aragonese avevano visto crescere in modo esponenziale il proprio patrimonio. Gli Asburgo, usciti ridimensionati dal trentennale conflitto, nel 1639 sancirono la successione della città. Gli Zevallos si comportarono come veri e propri regnanti e la città, mal governata, subì una recessione. Ma nulla a confronto di ciò che stava per accadere.

La peste

Da lì a poco, Ostuni fu colpita da un’epidemia di peste che sconvolse la città. Il contagio era potenzialmente distruttivo e fu solo la presenza della calce, depositata in abbondanza sulle pareti esterne degli edifici cittadini, a evitare l’estinzione del borgo. La calce, infatti, svolge una funzione disinfettante che, secondo gli storici, ebbe un ruolo decisivo per le sorti della città. Ancora oggi resta da stabilire se gli abitanti dell’epoca fossero a conoscenza delle proprietà mediche della calce o se, invece, fu il caso a sancire la salvezza della città bianca.

Ostuni oggi

Oggi la città è ancora in buona parte ricoperta di bianco. Hotel, residence e b&b a Ostuni si integrano armonicamente a palazzi antichi e chiese storiche, preservando la peculiare colorazione dei suoi edifici che, nonostante l’incedere del tempo, conserva la sua unica tinta bianca, che risplende da lontano, a 200 metri sopra il livello del mare e riflette intorno a sé i raggi del sole, illuminando il dedalo di stradine anguste che abbracciano il cuore cittadino.