Prima edizione del Premio Nettuno

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Tutto pronto per la prima edizione del Premio Nettuno, la manifestazione dedicata al mare e alla sua valorizzazione, che si terrà questa estate a Torre Annunziata. La conferenza stampa si è tenuta venerdì 6 maggio presso il Nettuno Lounge Beach di Torre Annunziata, durante un’intervista il presidente del comitato che ha organizzato e promosso la kermesse, Francesco Paolo Sequino, ha affermato: “Il mare rappresenta la maggiore risorsa di questo territorio, tutelarlo e valorizzarlo significa dare un impulso determinante alla crescita non solo delle città della costa, ma all’intera area a sud del capoluogo partenopeo. La manifestazione è articolata in diverse categorie tutte legate da un unico filo conduttore: il mare che bagna la nostra costa”.

La manifestazione si articolerà in vari appuntamenti che si terranno nei mesi di maggio, giugno e luglio presso Il Nettuno Lounge Beach di Torre Annunziata. Si inizia il 9 maggio con la serata di apertura e si prosegue fino al 25 luglio, serata del gala di chiusura durante il quale verranno assegnati i premi ai vincitori delle tre categorie in gara. Ospiti d’eccezione della serata saranno Lina Wertmuller e Giancarlo Giannini, premiati entrambi con un premio alla carriera. La loro presenza alla serata non è un caso visto che i due sono stati rispettivamente regista e attore della versione cinematografica del libro “Francesca e Nunziata” della scrittrice torrese Maria Orsini Natale a cui è dedicata questa prima edizione del Premio Nettuno.

A partecipare al concorso saranno tre categorie: chef, scuola e teatro.

Nella sezione chef parteciperanno gli alunni provenienti dagli istituti alberghieri di tutta Italia (Palermo, Ottaviano, Vico Equense, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Ercolano e Capri) che dovranno cimentarsi nella creazione di piatti a base di pesce che potrebbero entrare a far parte del menù del ristorante l’Ancora di Torre Annunziata. Ad ogni piatto sarà poi abbinato un vino scelto tra le eccellenze locali, inoltre per l’occasione lo storico pastificio Setaro ha realizzato un nuovo formato di pasta chiamato il tridente Oplontino, un cerchio con al centro un tridente.

Per la categoria Scuola diversi istituti scolastici della provincia di Napoli saranno chiamati a presentare progetti didattici il cui scopo è quello di educare le nuove generazioni alla salvaguardia del mare visto come risorsa fondamentale per il futuro sviluppo del territorio.

Per la sezione Teatro parteciperanno le migliori compagnie di teatro amatoriali italiane che, in collaborazione con la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatoriale), si esibiranno in diversi spettacoli.

La manifestazione, patrocinata dalla Regione Campania e dai comuni di Torre del Greco, Ercolano, Boscoreale e Torre Annunziata, è stata fortemente voluta dal patron Francesco Marulo che ha dichiarato: “Gli sforzi fatti in questi anni dalle istituzioni e autorità competenti per il disinquinamento e per riportare la balneabilità sono un punto di partenza. Ora bisogna lavorare tutti insieme per dare slancio al turismo su questo territorio”.

 

5 buoni motivi per vendere ai mercatini dell’usato

Capita a tutti noi, in particolare durante gli odiati cambi di stagione, di ritrovare quell’indumento che non sapevamo neanche più di avere. A volte lo cercavamo da tempo, a volte non ci è mai servito. Oppure capita di dover traslocare, così ci mettiamo all’opera e quante cose saltano fuori che non usiamo da tanto e che davvero non ci servono? Abbigliamento, oggettistica, attrezzature, libri, piccoli o grandi mobili se vogliamo completamente rinnovare una stanza, che fare con questi oggetti usati?  Possiamo vendere il nostro usato on line o grazie ai mercatini dell’usato presenti in varie città italiane.

Mercatino dell’usato: 5 buoni motivi per farne uso

Decluttering

Eliminare il superfluo, fare ordine nelle stanze e nella tua mente: questo si chiama decluttering. Vendendo gli oggetti che non ti servono hai la possibilità di liberare spazio in casa, perché diciamo la verità a volte la pigrizia ci porta ad accumulare cose su cose, e non troviamo il tempo per occuparcene in prima persona.

Sicurezza

I mercatini sono gestiti da persone qualificate che sanno valutare gli oggetti dandogli il prezzo migliore e sanno valorizzarli con l’esposizione più appropriata.

Comodità

Il mercatino espone per te gli oggetti e li vende. Sono loro a interfacciarsi con il cliente e questa oltre ad essere una comodità è una garanzia perché riduce il rischio di truffe.

Risparmio di tempo, spazio e denaro

Una volta portati gli oggetti al mercatino dell’usato sarà il personale ad occuparsi di qualsiasi cosa. Niente più contrattazioni con potenziali acquirenti, ricerca del corriere per la spedizione degli oggetti e niente più chiamate di persone interessate che poi si tirano indietro. Puoi liberare subito spazio in casa e in più guadagnerai denaro. E ne guadagnerai anche in  tempo e serenità mentale.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Il mercatino ti offre la possibilità di esporre il tuo usato in una vetrina che attira il cliente, permettendogli di vedere e toccare con mano i prodotti. Così puoi scoprire il piacere di vedere il tuo usato apprezzato dagli altri.

 

I ciondoli sacri: blasfemia o nuovo approccio alla fede?

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Marchi del comparto preziosi come Trollbeads, negli ultimi anni, hanno costruito un business forte investendo nel mercato dei ciondoli, utilizzati per personalizzare gli accessori e per esprimere la propria personalità e le proprie idee, nel rispetto di un approccio sempre più orientato alla diversificazione e all’allontanamento dalla produzione in serie.

Una delle più sorprendenti tendenze del momento in ambito gioielleria è quella di adornare bracciali, collane o anelli con ciondoli e raffigurazioni di carattere religioso. Croci, angeli, immagini sacre di vario genere hanno fatto la loro comparsa sui vari gadget e consolidato una moda tra sacro e profano. C’è chi si è spinto anche oltre, lanciando un oggetto tanto legato alla ritualità cristiana e alla preghiera, il rosario, come elemento di design integrato al look della persona, una sorta di amuleto religioso trasformato in vezzoso ornamento per il collo.

La commistione di elementi sacri e profani o la mondanizzazione di icone religiose sono correnti che, da diversi anni, stanno trovando terreno fertile soprattutto tra i giovani e che denotano un nuovo tipo di approccio che le nuove generazioni dimostrano nei confronti di una tematica tanto complessa come la fede.

Dissacrazione o processo inevitabile?

Non mancano le critiche da parte di quanti si dichiarano a tutela dei valori più intimi e riservati che si legano all’aspetto della religione, denotando come nel processo di massificazione dei simboli sacri si celi un’idea distorta del modo di vivere la propria spiritualità. D’altra parte, però, tale approccio può essere considerato inevitabile: oggi, la necessità di differenziarsi si annoda a doppio filo con il desiderio di utilizzare la propria immagine per esprimere il proprio modo di essere e di pensare.

La società delle nicchie

In una società così globale, uniformata e compatta, la controtendenza a unirsi a nicchie specifiche si configura come una vera e propria esigenza e anche la fede cattolica si delinea come un segmento specifico e, in quanto tale, si dota di emblemi e status symbol propri. Oggi la componente estetica e quella ideologica non possono più essere svincolate l’una all’altra e anche l’estetizzazione di talismani dal forte valore simbolico diventano parte della costruzione di identità. Forse, semplicemente, è anche questa la fede oggi.

Stampante laser e a getto d’inchiostro: cosa cambia

Scegliere una stampante significa prima di tutto compiere una selezione tra due diverse tecnologie esistenti sul mercato: le stampanti laser e quelle inkjet (o a getto d’inchiostro). Per comprendere vantaggi e svantaggi garantite da entrambe le soluzioni, cerchiamo di analizzare le differenze fra le due tipologie.

Qualità della stampa

In linea generale, le stampanti laser garantiscono una maggior precisione nelle linee e una più alta velocità di stampa. Le inkjet, d’altra parte, sono tecnologie più versatili, più indicate per le stampe a colori e supportano indifferentemente ogni tipo di carta. La tecnologia laser è perfetta per file di testo, quella a getto d’inchiostro per immagini e fotografie.

Prezzo

Il parametro del prezzo tende nettamente a favore della tecnologia a getto d’inchiostro; le stampanti inkjet, infatti, hanno un costo di mercato molto più abbordabile. Inoltre, un ulteriore risparmio è garantito in fase di esaurimento della carica poiché il toner è molto più costoso; esistono,poi, cartucce compatibili e rigenerate, da montare sulle stampanti inkjet, con prezzi molto più competitivi delle cartucce originali e che possono portare a un risparmio anche del 70%.

Durata

Sebbene costi molto di più delle cartucce, il toner ha una durata di gran lunga superiore. In effetti, anche per tale caratteristica le stampanti laser sono particolarmente indicate per chi stampa una vasta mole di file, mentre quelle a getto d’inchiostro sono più adatte per un uso sporadico.

Dunque?

Dunque, è difficile stabilire quale stampante sia migliore in valore assoluto. In fase di scelta, sono diversi i parametri a cui prestare attenzione e, come sempre, occorre fare riferimento alle proprie esigenze specifiche. Se prevedete di utilizzare la stampante in modo saltuario e senza particolari esigenze, la tecnologia a getto d’inchiostro assicura prestazioni soddisfacenti a un minor prezzo; il discorso cambia se si utilizza la stampante in modo frequente, per una mole significativa di documenti e pratiche, come, ad esempio, in ufficio. In tal caso, la tecnologia laser risulta di gran lunga preferibile.

I 5 vantaggi di una bici elettrica: perché sceglierla

bici elettrica

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La bici elettrica conquista segmenti di mercato sempre più significativi e, nel corso della sua storia, ha conosciuto un’evoluzione eccezionale dal punto di vista tecnico e del design che ne sta favorendo l’ulteriore diffusione. Le ragioni che spingono la gente a convertirsi al mezzo elettrico sono diverse e variano a seconda delle abitudini e le attitudini specifiche. Ecco i cinque vantaggi principali di una bicicletta a pedalata assistita.

Praticità ed efficienza

La bicicletta a pedalata assistita si sta dimostrando un mezzo di spostamento perfetto per il circuito cittadino. La propulsione assistita consente ai pendolari di muoversi agilmente nel traffico, senza sforzi ed evitando gli incolonnamenti nel traffico. La e-bike si configura, soprattutto durante la bella stagione, come alternativa ottimale ai mezzi pubblici, permettendo autonomia negli spostamenti.

Nessun costo assicurativo

Per il Codice della Strada, la bicicletta a pedalata assistita è equivalente alle bici tradizionali. Ciò significa che essa non richiede la stipula di un’assicurazione RCA né il pagamento del bollo, non necessita di una targa di immatricolazione e non serve possedere alcun tipo di patentino.

Nessun limite di circolazione

Esattamente come le biciclette, il pedelec può circolare liberamente nelle zone a traffico limitato e nelle piste ciclabili, non sottostà ai vincoli dei blocchi del traffico o delle domeniche ecologiche, che spesso immobilizzano le grandi città. Si tratta di un mezzo perfetto per la circolazione cittadina.

Varietà di modelli

A seconda delle specifiche esigenze, esistono modelli adatti a ogni profilo di ciclista. Gli appassionati di mountain bike o cicloturismo possono contare su e-bike con motore centralizzato, resistente agli urti e che non ostacola le ruote; per i circuiti urbani ci sono i pedelec con motore al mozzo anteriore, leggeri e quasi del tutto invisibili. Per chi cerca una soluzione mista ci sono gli hub posteriori, punto d’incontro tra la maneggevolezza del motore al mozzo anteriore e la resistenza del sistema installato sul telaio.

Impatto zero

Da non trascurare, poi, che si tratta di un mezzo che non impatta minimamente sull’ambiente, non produce emissioni ed è la soluzione da molti indicata come il futuro della mobilità sostenibile.

Brand management: cos’è e perché è importante

Il brand management include tutte quelle strategie di marketing e comunicazione orientate a creare, rafforzare o mantenere la qualità percepita di uno specifico prodotto, di un set di prodotti o di un intero brand. La definizione, così articolata, non fornisce un chiarimento specifico di un concetto che è del tutto complesso e correlato a una serie di tematiche affini e che ne ampliano il concetto.

Per addentrarci meglio nella questione, dobbiamo chiarire il concetto di marca in relazione alla società e all’idea odierna di consumo: il brand, infatti, rappresenta una promessa di qualità. La forza, l’appeal e l’affidabilità che il brand riesce ad esercitare sul proprio target di riferimento stabilisce la forza di tale promessa e, di conseguenza, parametri oggettivi come il prezzo o qualitativi come l’affidabilità dipendono direttamente da come i consumatori percepiscono il marchio in relazione ai prodotti offerti.

Un’attività di brand management ben articolata deve essere in grado di aumentare la percezione positiva del marchio, favorendo un aumento delle vendite, una maggiore competitività sui mercati e una più alta riconoscibilità aziendale in relazione al settore merceologico di riferimento. Il brand articola le proprie attività investendo sia sull’aspetto della strategia di distribuzione e sia sull’aspetto comunicativo. affidato ad agenzie pubbliche relazioni Milano o Roma o gestendo internamente l’area addetta a PR e comunicazione verso l’esterno.

Dal punto di vista della distribuzione, invece, esistono differenti approcci, a seconda che si promuova un unico brand in settori merceologico differenti (Unitary Brand, si pensi ad esempio a Sony o Samsung); che il marchio utilizzi sotto-marchi da lanciare in cluster più specifici (Sub-branding, come Nestlé con Nestea e Nescafé); che l’azienda promuova più marche, apparentemente svincolate ma facenti capo a un unico marchio leader (Brand Endorsement, Ferrero con Nutella, Barilla, Mulino Bianco); oppure, infine, che più marchi facenti capo a un’unica holding siano articolate in maniera del tutto autonoma fra loro (House of Brands, come Dash, AZ e Lacoste, tutti appartenenti al colosso Procter & Gamble).